Blog - TORMOKA

Nel carrello: 0,00 €  | CARRELLO  | STORICO  ACQUISTI   |  
Nel carrello: 0,00 €   |    
Vai ai contenuti

Il caffè fa bene agli anziani?

TORMOKA
7 Maggio 2021
IL CAFFÈ FA BENE AGLI ANZIANI

Ci si può concedere qualche tazzina del nostro amato espresso anche dopo i 60 anni? Certamente, a patto di non esagerare.
Recenti studi hanno dimostrato che il caffè non solo non produce danni anche se consumato da persone anziane, ma può aiutare a prevenire alcune malattie e a contrastare gli effetti del passare del tempo.  
Il caffè è infatti un concentrato di moltissime sostanze, molte delle quali bioattive, e se consumato con moderazione e regolarità può avere importanti effetti a livello psico-fisico.
Vediamo nel dettaglio i molti effetti benefici della nostra bevanda peferita.
Grazie alle sue proprietà stimolanti il caffè migliora l’umore, aiutando a contrastare la tendenza depressiva di alcuni soggetti anziani, e i tempi di reazione, soprattutto a livello cognitivo. È stato dimostrato che soggetti maturi che bevono regolarmente due tazzine di caffè al giorno ottengono punteggi più alti nei testi di concentrazione.
Bere una tazzina di caffè dopo i pasti può favorire la digestione perché aiuta a contrastare eventuali cali di pressione cui sono più facilmente soggette persone anziane. Le sostanze contenute nella caffeina, in particolari i polifenoli, contribuiscono a migliorare l’assorbimento degli zuccheri e agiscono sul nostro sistema circolatorio.
Uno studio dell’Harvard School of Public Health di Boston ha evidenziato che il consumo di caffè (normale e decaffeinato) riduce il rischio di ammalarsi di diabete di Tipo 2. La funzione preventiva sarebbe da attribuirsi alla presenza nell’acido caffeico dell’acido clorogenico, un antiossidante naturale, che aiuta a ridurre la concentrazione di glucosio nel sangue.
Grazie alle sue proprietà antiossidanti, il caffè aiuta a proteggere il fegato e a contrastare i danni da cirrosi alcolica e non alcolica.
Il caffè infine può contribuire a prevenire alcune malattie neurodegenerative, tra cui il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson grazie alle proprietà neuroproettive di alcuni componenti del chicco tostato.



Torna ai contenuti